Nel primo articolo ho raccontato da dove nasce PosturaCorretta e perché ho sentito il bisogno di costruire prima una mappa e solo dopo iniziare a realizzare le singole parti del progetto.

In questo secondo passaggio voglio raccontare come ho iniziato a organizzare il lavoro settimanale, e perché ho scelto di non farlo più per semplici “progetti”, ma per spazi energetici.

Non è una scelta motivazionale.
È una scelta fisiologica e sistemica.


Una intuizione semplice, ma decisiva

Nel corpo umano ogni funzione vitale ha bisogno di un organo che la sostenga.
Quando una funzione non ha spazio, il sistema entra in sofferenza.

Questa non è una metafora:
è il modo in cui funzionano i sistemi viventi.

Se una funzione lavora senza sostegno:

  • si sovraccarica
  • ruba energia ad altre funzioni
  • crea compensi

Lo stesso accade nella vita quotidiana e nel lavoro.


Il corpo come mappa organizzativa

Le metodiche posturali insegnano una cosa fondamentale:
il corpo non funziona per compartimenti isolati, ma per catene, relazioni e adattamenti.

Un’articolazione non lavora mai da sola:

  • senza sistema linfatico non ci sarebbe drenaggio
  • senza liquido sinoviale non ci sarebbe movimento
  • senza apparato digerente e cardiocircolatorio non ci sarebbe nutrimento dei tessuti

Un muscolo non si muove senza ossigeno.
Un gesto non esiste senza equilibrio globale.

Questo vale anche fuori dal corpo.

Per questo non basta “fare ordine” nella settimana.
Serve conoscere le funzioni, riconoscerle e dare a ciascuna il suo spazio.


Perché parlare di spazi e non solo di tempo

Nella vita moderna chiediamo spesso:

  • alla mente di fare il lavoro del corpo
  • al corpo di reggere scelte che non rispettano i suoi ritmi

Creare spazi distinti nella settimana significa:

  • dare un contenitore a ogni funzione
  • evitare che una parte “parli per tutte”
  • permettere il recupero

È lo stesso principio che troviamo nel corpo:
quando una catena muscolare è sempre attiva, un’altra si spegne.


Medicina cinese: funzioni, non simboli

La medicina cinese classica descrive l’essere umano come un sistema di funzioni psichiche ed energetiche, ognuna radicata in un organo.

Non sono simboli poetici.
Sono funzioni operative della vita.

  • Fegato → direzione, visione, progettualità
  • Polmoni → ritmo, respiro, confini
  • Milza → pensiero, elaborazione, organizzazione
  • Cuore → senso, coscienza, comunicazione
  • Reni → radice, volontà, resistenza nel tempo

Quando una funzione è sovraccarica o trascurata, il disagio non è solo fisico o mentale:
è esistenziale.


Le 5 “anime” e cosa succede quando mancano spazio

🌿 Hun – Fegato

Direzione, progetto, futuro

Quando manca spazio:

  • frustrazione
  • rabbia
  • sensazione di essere fermi pur avendo idee

🌬 Po – Polmoni

Presenza, corpo, ritmo

Quando manca spazio:

  • stanchezza profonda
  • tristezza
  • difficoltà a “stare”

🌾 Yi – Milza

Pensiero, metodo, organizzazione

Quando manca spazio:

  • rimuginio
  • confusione
  • pesantezza mentale

🔥 Shen – Cuore

Senso, comunicazione, relazione

Quando manca spazio:

  • agitazione
  • insonnia
  • dispersione

💧 Zhi – Reni

Radice, volontà, tenuta nel tempo

Quando manca spazio:

  • paura
  • esaurimento
  • perdita di motivazione profonda

I 6 spazi settimanali come mappa moderna

Quello che ho costruito con i 6 spazi settimanali è, di fatto,
una traduzione moderna di questa visione funzionale.

Senza forzature:

  • 1 Impegno → Po + Yi
    confini, ritmo, digestione mentale

  • GeneraImpresa → Shen
    comunicazione, visione condivisa, senso

  • Rails4B → Yi + Hun
    struttura e ideazione

  • PosturaCorretta → Hun + Shen
    progetto incarnato nella relazione

  • Benessere Integrato (personale) → Zhi
    recupero, riserva, radice

  • Giardino del Corpo → Shen + Po
    corpo, gioia, socialità, presenza


La cosa importante (pratica, non teorica)

In medicina cinese non si “cura un organo”.
Si riequilibrano le funzioni che tengono insieme la vita.

Sto cercando di fare la stessa cosa nel lavoro.

Quando diciamo:

  • “se non sistemo i conti mi agito”
  • “se non comunico mi peso”
  • “se non recupero collasso”

stiamo descrivendo funzioni che chiedono spazio, non problemi di volontà.


Verso un percorso graduale

Questo è il senso del Benessere Integrato e della formazione in PosturaCorretta:
non aggiungere cose da fare,
ma imparare a dare spazio alle funzioni giuste, nel momento giusto.

Nei prossimi mesi questo approccio diventerà sempre più concreto
attraverso l’Accademia PosturaCorretta
e i percorsi guidati.

Perché il vero obiettivo non è fare di più.
È restare vivi mentre si costruisce qualcosa che ha valore.