Dal bio-psico-sociale al vivere, comprendere e costruire
Per anni abbiamo parlato di salute attraverso il modello bio-psico-sociale. È un modello importante, perché ricorda che una persona non è soltanto un corpo da aggiustare o una diagnosi da leggere.
Il problema è che troppo spesso rimane sulla carta. Le tre parole ci sono, magari anche dentro una bella slide. Poi arriva il lunedì mattina e dobbiamo capire che cosa farne.
La domanda che mi interessa è questa: come possiamo trasformarlo in qualcosa da vivere davvero?
La mia lettura pratica parte da tre verbi:
Vivere · Comprendere · Costruire
Non vogliono sostituire il modello bio-psico-sociale né chiuderlo dentro tre nuove caselle. Servono a usarlo: portarlo nel corpo, nell’esperienza e nelle cose che facciamo insieme.
Bio: vivere
Il corpo non è soltanto qualcosa da studiare o correggere. È fisiologia, movimento, recupero, alimentazione, sonno, ambiente e abitudini.
Conoscerlo serve soprattutto a costruire le condizioni nelle quali può funzionare meglio. Questo cambia anche il significato dell’educazione alla salute: non basta accumulare informazioni, imparare il nome di un muscolo o salvare un altro video di esercizi che guarderemo «appena abbiamo tempo».
Bisogna osservare come dormiamo, quanto ci muoviamo, che cosa mangiamo, come respiriamo e quali ritmi riusciamo davvero a sostenere.
Imparare la salute significa allora imparare a costruire il proprio stile di vita. Con PosturaCorretta parto dal corpo e dalla fisiologia proprio per arrivare qui: conoscere, provare e portare qualcosa nella propria settimana.
Psico: comprendere
Abbiamo bisogno di principi, modelli e mappe per orientarci. Senza una mappa rischiamo di girare in tondo; il piccolo dettaglio è che una mappa non è il territorio.
L’esperienza, la percezione, l’ascolto e la consapevolezza ci permettono di osservare quello che accade e verificare ciò che impariamo. Un esercizio può essere perfetto sulla carta e poco adatto alla persona che abbiamo davanti. Un’idea può sembrarci chiarissima finché non proviamo a spiegarla o a metterla in pratica.
I modelli aiutano a interpretare l’esperienza. L’esperienza mette alla prova i modelli e, qualche volta, ci obbliga a correggerli.
Per questo mi interessano attività differenti: movimento, musica, natura, lettura, gioco, lavori manuali e incontri. Il Giardino del Corpo nasce per creare occasioni nelle quali osservare l’essere umano mentre vive, impara e scopre abilità che una descrizione non può mostrare.
Sociale: costruire
Nessuno vive da solo. Salute e qualità della vita dipendono anche dalle relazioni, dalle persone che incontriamo, dai professionisti, dalle comunità e dalle risorse che abbiamo intorno.
Un buon consiglio serve a poco se manca il tempo per seguirlo. Un progetto rimane un’idea se non troviamo persone, competenze, strumenti, luoghi e denaro. Anche una collaborazione piena di entusiasmo, prima o poi, deve rispondere alla domanda meno poetica del mondo: chi fa che cosa?
Oggi la tecnologia può aiutarci. Non per sostituire le persone, ma per trovare, collegare e organizzare meglio risorse, competenze, idee e progetti.
Rails4Business lavora su questa parte: strumenti digitali e processi per trasformare attività sparse in qualcosa di leggibile. FlowPulse prova a collegare persone, Brand, nodi, esperienze e impegni senza mettere tutto nello stesso calderone.
Tre verbi da mettere alla prova
Questa è quindi la mia lettura pratica del bio-psico-sociale:
- Vivere: il corpo e la costruzione del proprio stile di vita.
- Comprendere: esperienza, modelli, percezione e consapevolezza.
- Costruire: relazioni, risorse e progetti attraverso persone, tecnologia e processi.
Dal corpo all’ambiente. Dall’esperienza alle relazioni. Dalla conoscenza alla capacità di fare qualcosa insieme.
Il modello bio-psico-sociale può diventare qualcosa di più di una spiegazione teorica. Può aiutarci a osservare in modo concreto come viviamo, come comprendiamo e come costruiamo il mondo intorno a noi.
Naturalmente resta da fare la parte più interessante: provarlo nella vita reale.